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Catastrofe in Grey Vi eravate stufati degli ultimi positivi ed entusiastici report in cui sembravamo una promettente band lanciata verso il successo? Bene, a ridimensionare ogni nostra velleità è arrivato un pomeriggio (ma che dico pomeriggio? eternità) al Bloom, luogo di concerti memorabili e celeberrimi. Oggi la programmazione del Bloom è un po' decaduta (tanto è vero che ci fanno suonare gente come noi), ma sono lo stesso contento di salire su quel palco che tante volte ho visto dal basso. Peccato sia andata così male.
La situazione, già in partenza, per chi avesse visto la scaletta della manifestazione, è parecchio particolare. Si tratta di un pomeriggio/aperitivo musicale che dovrebbe attraversare vari stili del rock e includere presentazioni di libri, seminari ecc... In sostanza, si tratta di musica acustica voce+chitarra, e noi alla fine, del tutto avulsi dal resto. Ciò che però più mi sfagiola è la presenza del comico di fama nazionale Flavio Oreglio, che in saletta figura tipo nostro gruppo supporter, dato che suonerà prima di noi, che chiudiamo il tutto. Sebbene io guardi pochissimo la TV e ancora meno i programmi di cabaret, devo dire che le poesie catetiche di Oreglio a Zelig mi avevano sempre fatto quantomeno sorridere, e tantissimo avevo apprezzato il suo aspetto vagamente trasandato e certo genuino. Dunque, sono contentissimo di avere l'onore di suonare dopo di lui (e per quel che mi riguarda, sarebbe anche più sensato far chiudere a lui la serata, dato che certo per celebrità ci supera).
L'appppuntamento per il soundcheck è alle 15:30. Noi dovremmo suonare alle 21:00, e - pare - chiudere tassativamente per le 21:30 al massimo, perché poi sopra c'è il cinema, se no disturbiamo. Poi però in pochi minuti scopriamo le seguenti stupende cose: A seguito di queste scoperte Franz, con la sua Sarah, se la batte per andarsi a vedere un film di Kaurismaki in DVD, e io decido che forse è meglio tornare a casa e ripresentarmi qui alle otto, e poi vedere se e come suonare. Io riprendo le mie cose e torno a casa e mentre rifaccio la strada per la quarta volta mi pare di vedere un ragazzino che mi prende l'intertempo sul percorso e mi fa cenno che per il cambio gomme sono pronti.
Dopo una sessione di suoni casalinga, io e il mio Mac, con Gaia in silenziosa amorevole compagnia, sono di ritorno per le otto circa, ma è ancora troppo presto. In realtà ne serviranno due, ma quel minimo di allegria alcolica riesco a raggiungerla, e ci vuole tutta per reggere le performance che scorrono prima di noi. Ora: io non ho nulla nulla nulla contro il folk, la musica acustica, il country e quant'altro, ma solo li vedo un filo distanti da quanto facciamo noi. Sul palco si alternano gradevolissimi ensemble che vanno dal jazz alla cover band suonante pezzi storici di Eagles e Dylan, e me li godo pure io, ma tra tutte quelle facce sorridenti del pubblico non ne vedo una che sopporterà la nostra roba. Il peggio è che ogni live è inframezzato da delle imbarazzanti presentazioni (con foto di gruppo, giuro) dell'organizzatore, con in più brevi siparietti tra i quali quello del Non-Giovane (all'anagrafe Francesco Mandelli) che dice di aver acquistato "una frequenza radio che copre tutta l'alta Lombardia, e che sarà una radio della Brianza, da Brescia a Novara" [che sta in Piemonte, ndr]. Nel frattempo tornano Franz e Sarah, compare Gaia, arriva Milena con gli amici Juan e Angelina, e mi torna un po' d'allegria.
Oramai sono le 10 passate, noi ancora non sappiamo come faremo, ma finalmente è la volta di Flavio Oreglio, che prima di salire sul palco (accanto al quale ci troviamo noi intenti a carcare di montare in quanto meno tempo possibile la nostra roba) si accorge d'aver dimenticato un cavo. Al che mi faccio avanti e gli dico "se ti serve un cavo jack ti posso prestare uno dei miei". Lui mi guarda, ringrazia, allunga la mano per presentarsi, ed io faccio lo stesso. Quando Flavio finisce di suonare mi chiedo dunque come reagiranno i presenti alla nostra musica, ma in pochi secondi mi rendo conto che il problema non sussiste: spariscono praticamente tutti nel giro di 5 minuti, come se avessero annunciato una bomba nel locale.
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