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Sangue sudore e cinarotto: Tagofest 4! :: commosso ::
:: con Vittore Baroni :: Andato a letto alle 4:30, dopo interminabili chiacchierate con i vari presenti, vengo risvegliato con gioia alle 8:00 dai muratori che hanno deciso di disintegrare il pavimento sotto la stanza in cui dormo. In altri momenti avrei forse apprezzato al punto di correre ad inforcare microfoni binaurali e minidisc, ma stamattina tiro solo un paio di madonne mentre mi infilo i tappi nelle orecchie. Speranza vana quella di sopravvivere a codesto casino, quindi mi alzo e tento di farmi una colazione a base di frutta prima di andare ad un appuntamento speciale. Ebbene, da qualche mese ho ripreso contatto con Vittore Baroni, presenza storica del giornalismo musicale italiano più alternativo, dai trascorsi nella prima gloriosa Rockerilla fino a Rumore, rivista che in gioventù leggevo avidamente. Fu appunto su quelle pagine che grazie al giornalista versigliese lessi un lungo articolo sulla musica industriale che cambiò la mia vita. Da allora mi appassionai a SPK e Throbbing Gristle, tanto da scrivere (ai tempi una lettera di carta) a Baroni per ringraziarlo. Da allora (credo si parli di 15 anni fa) ci siamo risentiti solo l’anno scorso per alcune recensioni e per :: meet my buddies ::
Solo un video potrebbe forse restituire l'idea della performance, ma qui basti tentar di dire che Marino svolge un ruolo di 'direttore di orchestra', salendo sul palco e bisbigliando (di qui Pss Psss Pssss) nelle orecchie dei musici le istruzioni su cosa suonare. Il risultato è una marcia in crescendo variato, un poco ossessiva ma estremamente vitale, energica, sgemba quel tanto che basta e spiazzante. Il pubblico si diverte da morire, Malagnino ancor di più, i musicisti, dapprima quasi intimiditi, si lasciano andare man mano, a vari livelli e gradi, dando fondo alle proprie energie e capacità simil-improvvisativo-reiterative. Il tutto per soli 13' di pura giocosa energia musicale. Applausi scroscianti e sorrisi.
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