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Sorry for all the noise "Sorry for all the noise", questa la frase che il buon Luca Sigurtà rivolge a due attempati signori che ci colgono nell'atto di abbracciarci, prenderci a mazzate sulle spalle, saltare contro i muri ricoperti di moquette beige del Post-Garage a Graz, dove da meno di un minuto abbiamo concluso un live devastante, per noi unico nella sua violenza noise scaturita in un finale durante il quale abbiamo perso del tutto il controllo, ritrovandoci ad urlare come pazzi e sfasciando le apparecchiature disposte sul palco con ordine prima del soundcheck. :: ritornare :: Venerdì 7 marzo
Domenica 9 marzo
Martedì 10 e mercoledì 11 marzo
:: misteri del cibo pt. 1 (formaggio vecchio) :: Una delle ragioni dello stop è anche trovare una farmacia dove il Francese, noto russatore professionista, possa acquistare "Ronzaben", un medicinale da 18 euro a botta che dilata le narici come un crik e potrebbe consentirgli di evitare che io o il Sigu, noti insonni che sopravvivono a botte di EN, gli taglino la gola con un coltello da cucina.Il paese che però scegliamo, tal "Pagnacco", che malignamente mi ispirava in quanto cognome di alcuni miei cari familiari, pare un tantino bizzarro. Ancora una volta il fiuto ci ha portati in un luogo assurdo, tanto che ipotizziamo come sia forse difficile che qui ci possa essere una Farmacia. Quando rassegnati stiamo per fermare un vecchio per chiedergli "Scusi, sa per favore indicarmi lo stregone del villaggio?" scorgiamo una croce verde accanto alla scritta "Omeopatia", e dunque ci fermiamo. Sarà che entriamo solo io e Tommaso, sarà il fatto che compriamo una prodotto per lui che chiaramente rivela il fatto che dormiamo assieme, oppure la curiosità che il biellese dimostra per la crema lubrificante della Control (ammetto che pure io non l'avevo mai vista prima: viene venduta come crema "per massaggi", ma è abbastanza evidente che la zona cui è destinata è un tantino circoscritta), ma l'atteggiamento nei nostri confronti non è dei più amichevoli. Anche altrove scopriremo che i Friulani di queste terre non brillano per affabilità ("Ti ricordi Fabio Capello, no?" mi dirà poi mio padre ricordandomi di un Friulano doc famoso per la sua disposizione al sorriso spensierato), ed in special modo presso un bar buio ed imboscato. Lì io e quello che ormai in tutto il paese sarà già visto come il mio ganzo vorremmo un panino, ma la tizia ci smonta dicendo "Ce n'è solo uno". Lui, gentile come sempre, lo lascia a me, al che la vaccona lo taglia in due parti, ne rimette via una e mi chiede con cosa io lo voglia farcire. Un po' interdetto (dove finirà l'altra metà? perché allora non la può dare al Francese?), indico un formaggio attraverso il bancone di vetro. "No, questo è vecchio" mi sento rispondere. "Ah. Allora... allora magari... quello lì?". "No, è vecchio". Provando gran nostalgia per le amorevoli cure di Mafalda, mi chiedo cosa significhi per lei 'formaggio vecchio', dove in altri luoghi viene chiamato 'stagionato' (e quindi pregiato) oppure 'rancido' (e quindi gettato e non tenuto a vista dei clienti). Risolvo con un ecumenico "Mi dia pure quello che vuole lei", così miss Lovely Girl Pagnano 2009 raccatta una caciotta insipida e me la schiaffa nel (mezzo) panino. Luca ha perfino l'ardire di chiedere se c'è una toilette, ma forse i suoi cortesi modi piemontesi qui sono visti con astio, dato che la risposta è un "Certo, è lì" che farebbe innervosire un Gesù Cristo. Finito il mio sciapo pranzo ce ne andiamo dal bar, da Pagnacco e dal suo "Macelleria, Salumeria e Abbigliamento" (giuro) che svetta sull'altro lato della piazza. Rispetto ai titoli del giornale locale non me la sento di fare commenti (vd. foto sotto).
:: non tornate in quella casa :: Giovedì 12 marzo :: non andare mai in via Tonino Fritz ::
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