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Arci Blob Rulez! Harshcore + Andrea Marutti + I/O + Aonami + IOIOI - Live @ Arci Blob: Italians do it better (Arcore, Arci Blob, 08/12/06)
Eventi come questo Italians do it better sono cosa abbastanza rara dalle nostre parti, ma sono davvero una soddisfazione per chi segue certe musiche 'altre/sperimentali/d'avanguardia o, più semplicemente, bizzarre e alternative a quanto si può ascoltare di solito in un paese delle profonda Brianza come la famigerata Arcore. :: atmosfera familiare :: Da tempo adoro questo circolino di Arcore. Questa sera come altre, non appena io e Gaia entriamo, non facciamo in tempo a fare due passi che già incontro facce familiari: tre Tasaday cui stringere la mano e con cui discute dettagli del concerto di Natale che vedrà Kontakte e Sparkle in Grey dividersi proprio il palco di questo locale. Al solo pensiero un po' ci viene da ridere, un po' ci esaltiamo. :: Harshcore :: ![]() Nella formazione a due, senza Fhievel che li aveva accompagnati al Lab 12, gli Harshcore si lanciano in un set compattissimo, ricco di suoni, dove il basso effettato del Francese spesso emette frequenze così particolari da confondersi con le basi dei crik e crok di Sigurtà, impiegato a stiracchiare nastri e sbatacchiare oggetti con più veemenza del solito. La mia preferita, come sempre, l'armoniosa e cool Tahoma, piccolo gioiello dal colloso giro di basso. Grandi come sempre, con le loro maschere buffe e inquitanti, sempre in bilico tra serietà e goliardia, tra rumore e melodia (mio Dio, ci ho messo pure la rima). :: Andrea Marutti ::Tra pioggia battente e freddo, si passa al piano di sopra, che scopro per la prima volta, per la performance di Andrea. Il salone è ampio, molto più freddo di quello sotto, privo di decorazioni ma fitto di seggiole di plastica da giardino. La gente affluisce con lentezza e Andrea si permette una premessa rigorosa e un po' inquietante il cui significato è, riassunto: "Non aspettatevi una cosa piacevole, e per favore non disturbate". Sarà il minaccioso incipit, o l'ancor più minacciosa musica, però nessuno fiata, e così il suo set scorre liscio per una mezz'ora di suoni minimali, molto vicini alla dark ambient del suo progetto Never Known prima e Amon poi, per chiudere in un finale di noise trattenuto veramente devastante e splendido. Tra tutti i suoi concerti che ho visto, forse è il meno spettacolare ma certo quello sonoramente più valido. Voglio il CD! :: I/O ::Finalmente ho l'opportunità di ascoltare dal vivo gli I/O, gruppo che fa dell'improvvisazione 'sotto controllo' la propria bandiera, e quindi particolarmente interessanti nella dimensione live. I quattro, Paolo Benzoni, Luca Mauri, Andrea Reali e Paolo Romano, rispettivamente a batteria, chitarra, voce e contrabbasso, non deludono: l'empatia con la quale interagiscono nei loro andamenti spezzettati, a volte scomposti, quasi zoppicanti brani, è straordinaria. In più, a tratti si lasciano prendere dal ritmo inteso in senso più tradizionale, concentrandosi su giri melodici che sono forse più ordinari ma sempre pregevoli. Personalmente, il mio sguardo ed il mio orecchio sono incollati sul contrabbasso di Paolo, che anche solo scenicamente è uno spettacolo. Inaspettatamente, sono anche molto divertenti, nel senso più lato del termine, e a fine performance il pubblico è visibilmente rapito in modo assai positivo. Momento clou del set, la sostituzione in diretta di uno degli ampli da parte di Mario, che sibila improperi sottovoce mentre, eroico, sposta una cassa in sostituzione di un'altra, apparentemente andata (a fine live si scoprirà ch'era colpa del cavo...). :: Aonami ::Si torna di sopra, dove ci aspetta Aonami, duo composto da un chitarrista italiano ed un giapponese che, ci dicono, suona solo dei Game Boy Nintendo. L'inizio è bizzarro e promettente, con i suoni del videogiochi che da caotici sembrano farsi ritmici, ma poi il tutto si perde in due flussi distinti di suoni interessanti ma mai, quantomeno per me, soddisfacenti. E' chiaro che in contesti come questi non è la ricerca del bello la chiave del tutto, ma qui ciò che, quantomeno a mio avviso, manca, è una forma di contatto tra quello che suona il chitarrista ed i suoni, effettati e reiterati, dei Game Boy. Presi singolarmente forse sono validi, ma qui si perde quasi del tutto un'idea di organicità o quantomeno di interazione tra le due parti. Ad ogni modo, lo spettacolo incuriosisce parecchio. :: IOIOI :: A chiudere la serata e' Cristiana Fraticelli, in arte IOIOI, della cui performance abbiamo avuto un assaggio durante le prove. L'incipit pero' ci spiazza: su rarefatte e lentissime note di chitarra, la voce accompagna gli echi delle corde in un brano che ricorda quasi le prime pagine dei Durutti Column. Altre tracce del cuore new wave di Cristina compaiono chiare nelle belle basi elettroniche di alcune tracce, mentre altre viaggiano asprissime su traiettorie punk o impro. Personalmente prediligo il versante piu melodico, dove la voce si concede meno eccessi... Nel complesso, comunque, complice anche il cantato in (credo) simil-giapponese, quello di IOIOI e' uno show interessante ma ostico, molto eterogeneo, al punto da divenire faticoso sulla lunga distanza (ben 50 minuti!). Conluso l'epico brano finale dalle sonorità ai limiti dell'industrial, pure Cristina pare esausta mentre distribuisce timidi sorrisi agli Harshcore che, colpiti alla sua performance, la coprono di complimenti, quasi imbarazzandola. Saluto anch'io e mi preparo per andare. :: alla prossima ::
Io mi sento pasciuto di musica come di cibo dopo un pranzo di Natale... e non vedo l'ora che tocchi a noi ed ai Kontakte calcare questo palco proprio la sera di Natale. Chissa che faranno in quella villa gli ospiti del Cavaliere mentre qui la chitarra di Alberto emettera i primi sibili? Spero che qualche eco giunga anche la'... Le foto sono di Carlo Ronchi (Tasaday), Gaia Margutti e Andrea Marutti. PS: un altro report della serata è presente qui: http://www.drexkode.net/PageContents/Serate/Italians_Arciblob_dic2006.htm |
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